Bilanci di sostenibilità

La Risorsa Umana è elemento fondamentale in tutte le Organizzazioni. 

Gli Esperti di PAIDEIA hanno consolidato specifiche competenze nel supportare le Organizzazioni (Imprese, Enti, Associazioni) per tutte le attività relative alla gestione delle Risorse Umane (Selezione, Valutazione delle prestazioni, Formazione, Assessment, Pianificazione delle carriere, ecc.). 
La formazione delle risorse umane, in particolare, è un’opportunità per il passaggio di conoscenze, contenuti, capacità, modi di pensare e modi di essere… Gli ingredienti segreti sono: curiosità, entusiasmo, passione e motivazione per far scoprire e utilizzare le potenzialità, le capacità e le risorse emozionali proprie di ogni individuo Con questo spirito e la nostra esperienza, proponiamo strumenti e metodologie applicabili alle diverse realtà aziendali, anche con Outdoor Experience: sensazioni, emozioni, contenuti.

Sistemi di gestione della qualità

La Direttiva CSRD

La Direttiva CSRD (Direttiva 2022/2464 recepita dal D.Lgs. 2024/125), per la rendicontazione di sostenibilità aziendale, è entrata in vigore il 5 gennaio 2023 e sostituisce la precedente Non Financial Reporting Directive – NFRD (Direttiva 2014/95/UE, recepita dal D.Lgs. 2016/254).

La Direttiva CSRD risponde alla necessità di maggior trasparenza e confrontabilità dei bilanci, al fine di dare concretezza ai piani di mitigazione e adattamento delle organizzazioni. A tal fine introduce:

  • l’obbligo di utilizzo degli standard di rendicontazione ESRS di EFRAG;

  • l’obbligo di “limited assurance” dei bilanci e di pubblicazione nella relazione sulla gestione;

  • l’analisi di doppia materialità, di impatto (approccio inside-out) e finanziaria (approccio outside-in);

  • l’obbligo di informazione su impatti, rischi e opportunità effettivi e potenziali;

  • l’obbligo di rendicontazione nel breve, medio e lungo periodo;

  • l’obbligo di rendicontazione sull’intera catena del valore, considerando i flussi upstream e downstream, in un’ottica del ciclo di vita.

La Direttiva CSRD prevede un’applicazione graduale:

 

1° gennaio 2024

Grandi imprese quotate con almeno 500 dipendenti e una tra le seguenti caratteristiche (ovvero le stesse già soggette alla NFRD)

  • attivo patrimoniale: 25 mln €
  • ricavi netti: 50 mln €
1° gennaio 2025

grandi imprese non quotate che rispettano almeno due criteri seguenti:

  • attivo patrimoniale: 25 mln €
  • ricavi netti: 50 mln €
  • numero medio di dipendenti maggiore o uguale a 250
1° gennaio 2026

PMI quotate (escluse le micro-imprese), gli istituti di credito di piccole dimensioni non complessi e le imprese di assicurazioni dipendenti da un Gruppo, che possiedono almeno due dei criteri seguenti:

  • attivo patrimoniale: da 450.000€ a 25 mln €
  • ricavi netti: da 900.000 € a 50mln €
  • numero medio di dipendenti tra  11 e 250
1° gennaio 2028

Società figlie e succorsali con capogruppo extra-UE, che hanno generato in UE ricavi netti superiori a 150 mln € per ciascuno degli ultimi due esercizi consecutivi, e che hanno almeno una di queste caratteristiche:

  • un’impresa controllata soddisfa i requisiti dimensionali CSRD
  • una succursale ha generato ricavi netti superiori a 40 mln € nell’esercizio precedente

Le novità della Direttiva CSRD rispetto alla Direttiva NRFD

La Direttiva CSRD risponde alla necessità di maggior trasparenza e confrontabilità dei bilanci, al fine di dare concretezza ai piani di mitigazione e adattamento delle organizzazioni. A tal fine introduce:

  • l’obbligo di utilizzo degli standard di rendicontazione ESRS di EFRAG;

  • l’obbligo di “limited assurance” dei bilanci e di pubblicazione nella relazione sulla gestione;

  • l’analisi di doppia materialità, di impatto (approccio inside-out) e finanziaria (approccio outside-in);

  • l’obbligo di informazione su impatti, rischi e opportunità effettivi e potenziali;

  • l’obbligo di rendicontazione nel breve, medio e lungo periodo;

  • l’obbligo di rendicontazione sull’intera catena del valore, considerando i flussi upstream e downstream, in un’ottica del ciclo di vita.

Il recepimento italiano della Direttiva CSRD

Il 25 settembre 2024 è entrato in vigore il decreto di recepimento, D.Lgs. 2024/125.

Il decreto di recepimento italiano introduce alcune differenze rispetto alla Direttiva Europea:

1. RLS: in aggiunta a quanto previsto dalla CSRD, si chiede di prevedere modalità di informazione dei rappresentanti dei lavoratori in merito alle informazioni sulla sostenibilità. I rappresentanti dei lavoratori devono, a loro volta, comunicare i loro eventuali pareri all’organo amministrativo e di controllo.

2. Bilanci di sostenibilità delle imprese di paesi terzi: il Bilancio pubblicato dalla società figlia o dalla succursale deve essere redatto dalla società madre in conformità agli ESRS.

Se la società madre extra-europea non fornisse tutte le informazioni necessarie o non mettesse a disposizione l’attestazione sulla conformità, la società figlia (o succursale) redigerà il Bilancio con le informazioni possedute e rilascerà una dichiarazione attestante la situazione.

3. Attestazione sulla conformità della rendicontazione: gli unici soggetti abilitati a svolgere l’attività di attestazione sono i revisori legali dei conti iscritti nel Registro e che abbiano maturato almeno cinque crediti formativi annuali nelle materie della sostenibilità.

4. Responsabilità e sanzioni: la responsabilità di garantire che le informazioni siano fornite in conformità a quanto previsto è degli amministratori delle società.

Le sanzioni previste sono di tipo amministrativo pecuniario e nei due anni successivi all’entrata in vigore del decreto si stabilisce che non possano essere superiori:

  • 150.000 € per violazione degli obblighi di conformità delle informazioni ai principi di rendicontazione;

  • 2.500.000 € per violazione degli obblighi di pubblicità;

  • 125.000 € per le società di revisione e 50.000 € per i revisori della sostenibilità.

Gli standard di rendicontazione ESRS di EFRAG

EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) è un’organizzazione indipendente che ha il compito di fornire consulenza tecnica alla Commissione Europea in materia di standard di rendicontazione finanziaria e di sostenibilità, per le imprese europee.

EFRAG ha emesso i seguenti standard di rendicontazione:

  • IFRS: International Financial Reporting Standards

  • ESRS: European Sustainability Reporting Standards

Gli standard ESRS per la rendicontazione della sostenibilità sono divisi in:

  • ESRS 1 e ESRS 2 che forniscono informazioni su come effettuare l’analisi di Doppia Materialità e informazioni generali di rendicontazione;

  • ESRS da E1 a E5 che permettono di rendicontare Politiche, azioni, target relative agli IROs (Impatti Rischi e Opportunità) ambientali;

  • ESRS da S1 a S5 che permettono di rendicontare Politiche, azioni, target relative agli IROs (Impatti Rischi e Opportunità) sociali;

  • ESRS G1 che permette di rendicontare Politiche, azioni, target relative agli IROs (Impatti, Rischi e Opportunità) della governance aziendale.

Analisi di Doppia Materialità (DMA) e IROs (Impatti, Rischi e Opportunità)

L’analisi di doppia materialità (ovvero significatività) riguarda l’analisi dalla materialità di impatto che considera gli impatti dell’azienda sulla società e sull’ambiente con un approccio inside-out e la materialità finanziaria che considera i rischi e le opportunità finanziari derivanti dagli aspetti di sostenibilità con un approccio outside-in.

La Direttiva richiede di quantificare e rendicontare impatti (positivi e negativi), rischi e opportunità effettivi e potenziali sull’intera catena del valore (upstream e downstream), nel breve, medio e lungo periodo.

 

L’analisi di doppia materialità permette di individuare gli impatti, i rischi e le opportunità da rendicontare nei bilanci mediante gli standard ESRS, in quanto significativi per l’azienda.

Il supporto di PAIDEIA in ambito di Bilanci di Sostenibilità

Il Bilancio di sostenibilità è uno strumento strategico e di comunicazione essenziale per valorizzare concretamente il tuo impegno nei confronti della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Questo documento non solo garantisce trasparenza nei confronti di clienti, investitori e stakeholder, ma rappresenta anche un potente mezzo per rafforzare la fiducia e migliorare la reputazione aziendale.

Più che un semplice report, il Bilancio di Sostenibilità è una dichiarazione di responsabilità, che riflette i valori e le azioni intraprese per affrontare le sfide globali legate ai cambiamenti climatici e all’equità sociale. Inoltre, costituisce una guida strategica per integrare i principi di sostenibilità all’interno delle decisioni aziendali, contribuendo a migliorare l’efficienza operativa e l’innovazione.

Attraverso il Bilancio di Sostenibilità, un’organizzazione dimostra il proprio impegno concreto a generare valore non solo per sé stessa, ma anche per la società e l’ambiente, contribuendo così a un futuro più equo e sostenibile.

La necessità di rendicontare i propri impatti, rischi e opportunità sull’intera catena del valore fa sì che non solo le organizzazioni direttamente coinvolte dalla nuova Direttiva saranno chiamate a redigere i Bilanci di Sostenibilità, ma tutte, in quanto parte di una catena del valore, dovranno dimostrare attraverso metodi trasparenti e condivisi, i propri impatti, rischi e opportunità legati alla transizione verso una nuova economia sostenibile.

Con il nostro servizio di consulenza, supportato da persone esperte in materia, l’organizzazione viene seguita e guidata per sviluppare in maniera efficace ed efficiente i passi necessari, ovvero:

  • individuare il gruppo degli Stakeholders;

  • sviluppare l’analisi di doppia materialità (DMA);

  • individuare gli Impatti, Rischi e Opportunità (IROs) rilevanti per l’organizzazione;

  • redigere il bilancio secondo gli standard ESRS di EFRAG.